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  • Nicola Roberti

Tassazione Affitti Brevi in Italia: guida completa e ultime novità legislative



Le locazioni turistiche brevi stanno vivendo un nuovo periodo di espansione, e questo settore è soggetto a numerose novità e nuove regolamentazioni, specialmente in materia di tassazione degli affitti brevi e durata delle locazioni. Gli affitti brevi, comunemente noti come "affitti turistici", sono diventati sempre più diffusi, con numerosi proprietari interessati a sfruttare le opportunità del settore turistico.

Una delle domande principali che un proprietario si pone prima di inserire un immobile nel mercato turistico è la seguente:

Quanto si paga di tasse per gli affitti brevi?

Calcolare la tassazione degli affitti brevi e valutare la convenienza, specialmente quando si considera la trasformazione di un affitto tradizionale in uno breve, è una preoccupazione legittima per chiunque si avvicini a questo settore.

Il potenziale guadagno derivante dall'affitto di una casa su piattaforme come Airbnb dipende da vari fattori, tra cui la posizione, le dimensioni della proprietà, la qualità dell'alloggio e la domanda nella zona. Tuttavia, è essenziale considerare anche gli aspetti fiscali.

In questo articolo, esamineremo le principali considerazioni fiscali nel contesto italiano, un argomento che potete approfondire ulteriormente qui.


La Complessità della Tassazione degli Affitti Brevi

Innanzitutto, è importante sottolineare che, affinché un affitto sia considerato breve, devono essere rispettate alcune caratteristiche:

  1. L'immobile preso in affitto brevemente deve essere a uso abitativo.

  2. La durata di ciascun soggiorno non deve superare i 30 giorni all'anno.

  3. I soggetti coinvolti nel contratto devono essere persone fisiche, al di fuori dell'attività d'impresa.

  4. È consentito il servizio di fornitura biancheria e pulizia dei locali, ma solo prima dell'inizio del soggiorno.

Il regime fiscale delle locazioni brevi è disciplinato dall'articolo 4, commi 2 e 3, del decreto legge n. 50/2017. Questo prevede l'applicazione del regime agevolato di tassazione della "cedolare secca" (imposta sostitutiva con l'aliquota del 21%) per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve.

La cedolare secca è un regime fiscale opzionale che tassa il reddito di locazione con un'aliquota fissa, sostituendo l'IRPEF e le addizionali. Tale imposta si applica al reddito derivante dalla locazione dell'immobile.

Dal periodo d'imposta 2021, la locazione breve può beneficiare della cedolare secca solo se si riferisce a non più di quattro appartamenti per ciascun periodo d'imposta. Al di là di questo limite, l'attività di locazione si presume svolta in forma imprenditoriale, escludendo l'applicazione della cedolare secca.


Dichiarazione dei Redditi e Registro delle Locazioni Turistiche

I redditi derivanti dagli affitti brevi devono essere dichiarati e tassati come redditi da locazione in Italia. A questo punto, il proprietario decide se sfruttare i vantaggi della cedolare secca o applicare la tassazione ordinaria sull'importo totale percepito dall'affitto breve.

Per usufruire della cedolare secca, è necessario registrare la locazione turistica presso l'Agenzia delle Entrate. Questa registrazione consente alle autorità fiscali di monitorare gli affitti brevi e di verificare eventuali imposte dovute. La registrazione è obbligatoria e la sua mancata esecuzione può comportare sanzioni.


Imposta di Soggiorno

Va sottolineato anche che molte città italiane prevedono un'Imposta di Soggiorno, una tassa che i visitatori devono pagare quando soggiornano in alloggi turistici. L'imposta è solitamente calcolata in base al numero di notti trascorse e può variare da città a città. In questo caso, si tratta di una tassa che non grava direttamente sul proprietario, ma che viene riscossa dagli ospiti e versata alle autorità locali.


Nuove Regole per il 2024 e Aumento delle Tasse

L'articolo 19 della Manovra di Bilancio 2024 prevede un aumento delle tasse sulle rendite da affitto breve, con la cedolare secca che passerà dal 21 al 26 per cento per chi dedica alla locazione breve più di un immobile. A partire dal 2024, la cedolare secca sugli affitti brevi sarà quindi del 26%, ma solo a partire dalla seconda casa. Chi possiede un solo appartamento destinato agli affitti brevi può continuare con la stessa tassazione applicata fino ad oggi.

In conclusione, la tassazione degli affitti brevi in Italia è un argomento complesso che richiede una conoscenza approfondita delle leggi fiscali nazionali e locali. Per rimanere aggiornati su leggi e regolamenti locali che possono influenzare la gestione degli affitti brevi in Italia, vi invitiamo a seguire i nostri canali social e a leggere il nostro blog.

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